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WIPSTAF ~ sulle tracce della musica cristiana

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Joy WIlliams (09/03/09)

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E' un nuovo giorno per Joy Williams. La famosa vocalist femminile ha dimostrato la propria potenzialità, abbandonando la sua vecchia casa discografica e buttandosi in un nuovo progetto. Si presenta così, più matura nell'aspetto e anche nella voce. E mentre si aspetta il nuovo album che si presenta come una sorpresa rispetto al vecchio stile della Williams, si può apprendere il grande cambiamento avvenuto nella vita dell'artista e la sua fede piu' forte ed energica di sempre.
  
La stessa Williams è la scrittrice di alcuni suoi pezzi in questo nuovo album, a differenza dei precedenti i cuoi pezzi erano scritti da famosi artisti nell'ambiente cristiano americano.
                           
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CCM: Un buon momento per cominciare a vedere il risultato del lavoro di tanto tempo. Ovviamente tu hai scritto questi pezzi, ma perchè solo in quest'ultimo album?
     

Joy Williams: Arrivati a questo punto, mi sono concentrata a rendere questo lavoro completamente mio, scrivendo i brani per me stessa. THE EP [One of Those Days] è la mia prima canzone che ho scritto. Io ho lavorato molto con il mio amico Jeremy, che attualmente è uno dei produttori di questa EP. Abbiamo trascorso tanto tempo per scrivere la canzone chiamata "What Can I Do (But Love You)." Io la amo, per il testo e il contesto in cui  stata scritta.
    
Quattro settimane prima, eravamo seduti davanti alla Tv alla ricerca di qualche piccola idea, quando è comparso un titolo "One of Those Days," ed era proprio di quello che si parlava in quelle ultime settimane. Da lì mi sono dedicata completamente all'album, iniziando a scrivere e a trasmettere tutto quello che vivevo attraverso i brani.
  
CCM:Pensi di avere ottenuto buoni risultati per pensare a prossimi progetti?
   
Joy Williams: Si lo credo. Mi sento veramente energica.  Il motivo sta dietro a tutto ciò che ho vissuto, alle emozioni. Ultimamente, io ero realmente demotivata e non pensavo di produrre un altro lavoro. Questa nuova stagione è solo l'inizio di una lunga serie di anni di musica. Sono emozionata per questo mio nuovo look che mi piace e in punta di piedi continuo questo percorso
  
    

 

Jeremy Camp (09/03/09)

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CCM magazine: Musicalmente, chi è stata la tua ispirazione? E per quanto riguarda i testi, quali passi della Bibbia ti hanno maggiormente ispirato, o quali delle tue esperienze sono impresse nei tuoi testi.
  
Jeremy Camp:
Per quanto riguarda i testi, i traggo molto dalla Bibbia, ma leggo molto anche altri libr come Max Lucado, Chuck Smith e molti altri. Musicalmente, invece io ascolto tutto, da Bill Gaither agli U2. Io amo molto la melodia e le loro performance sono decisamente magnifiche. Anche da cattive produzioni si può sempre trarre i meglio.
     

                    
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CCM magazine: Quale artista o band hai ascoltato di recente, e quali canzoni ti piacciono?
    
Jeremy Camp: I really like Sanctus Real, Leeland, Ruth, Gatlin Elms, Switchfoot, Third Day. I like MercyMe and some indie stuff as well. U2 has always been one of my favorites.
  

CCM magazine: Perchè canti, suoni la chitarra e scrivi canzoni?

  
Jeremy Camp:
Io sono cresciuto con la musica in casa. Mio padre mi ha insegnato da piccolo a suonare la chitarra e proprio crescendo ho iniziato ad usare me stesso per scrivere canzoni.
  
CCM magazine: Con chi vorresti duettare?
  
Jeremy Camp:
Sogno di duettare probabilmente con mia moglie Adie, lei è l'amore della mia vita, ma se non dovessi considerare lei probabilmente sceglierei Steven Curtis Chapman.
    
CCM magazine: Parlaci un po' del tuo album di debutto... ce ne sono altri in programmazione?
  

Jeremy Camp: Io ho pensato molto a questo lavoro, è stato importante per me.  Ho parlato molto con Dio, che mi indicasse la strada da percorrere con questo lavoro. Io credo che parlare con l'Altissimo debba avvenire prima di ogni cosa, per me è stato importante parlare, ascoltare la verità così chiramente, vederle nelle mie azioni, nell'amore per gli altri.
  
CCM magazine:
Qual'è la tua opinione su questa frase: " La musica è una buona teologia, ma quando si focalizza su molte cose, la preghiera perde il suo concetto di essenza di verità nell'adorazione". Sei d'accordo o contrario?
   
Jeremy Camp: Credo che la teologia possa essere un lavoro qualche volta, e una disciplina che puoi usare per adorare, in un piccolo posto e davanti a tante persone. La Musica può fare molto per tanti. Si può adorare o dare la propria testimonianza di fede.  E si puo' abbinare la teologia con la musica, entrambe possono essere un forte metodo di incoraggiamento. Io penso che molto dipenda dal cuore di chi ascolta.  Perchè la verità è la verità, in qualsiasi modo si diffonda. Ma la nostra attenzione nella musica o musica di adorazione deve essere sempre improntata sulla preghiera verso Dio.  "Jesus Loves Me" è probabilmente uno dei pezzi di adorazione più fantastici. Io in questo momento penso che realmente teologia e musica possano viaggiare di pari passo. Questa è la mia risposta alla domanda.         
           
   

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Marzo 2009 00:12 )
 

Julim Barbosa (29/11/08)

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Wipstaf:
Ciao Julim
 
Julim:  Ciao belli!
 
Wipstaf: In due righe…chi è Julim Barbosa?
 
Julim:  è un musicista che dopo una vita pazzesca e vuota nel mondo  artistico e nella droga oggi vive per Dio e lo serve dovunque ci sia bisogno e non solo nella musica.
 
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Wipstaf: Il tuo ultimo lavoro discografico è un cd live registrato in Svizzera, quale sarà il titolo e perchè proprio un live?
 
Julim:  Il titolo è ” Quasi Unppluged ” che ovviamente è un gioco di parole, mi piace essere leggero nelle cose, è perchè mentre ho usato tutti strumenti acustici in questo disco, pianoforte, violini, vioIa, violoncelo batteria e contrabasso, IO suono la chitarra elettrica. Ho sempre voluto fare un disco live, e penso che d’ora in poi farò sempre e solo così, perché ci tenevo ad avere nel disco quella bellezza di essere insieme alla chiesa di Dio a lodare e questo in studio non è possibile. In studio probabilmente si suona meglio ma io credo profondamente che nè solo tecnica nè solo unzione sono il mio obbiettivo ma cerco e cercherò sempre di fare qualcosa che riporti tutte queste cose a Dio che è degno di onore perciò Lo onoro così, dando tutto ciò che ho a mia disposizione dentro alla mia capacità e nella sincerità del mio cuore.Questo disco per me, più che un lavoro musicale, è una svolta ministeriale per la mia vita.
 
Wipstaf: Qual’è lo stile musicale predominante di questo live?
 
Julim:  Il mio. Ho avuto la grazia di avere un grande maestro in casa, mio padre, che mi ha insegnato ad essere me stesso, con la mia cultura e il mio cuore. Non ho mai avuto uno stile in particolare ne ho mai suonato come qualcun altro, anche se fosse il più bravo del mondo, per me è come se io che sono brasiliano cercassi di farvi credere che quando parlo Italiano non ho l’accento portoghese! Sarebbe ingannare me stesso e voi non mi avresti creduto! Allora suono come parlo, da buon brasiliano con alcune influenze ormai italiane e europee, con tanto di latino e quasi niente di Americano.
 
Wipstaf: Come è stata l’esperienza di collaborare con altri grandi artisti del calibro di Corrado Salmè, Nico Battaglia, Simone Giandolfi (Worship Station), Ornella Vanoni?
 
Julim:  Qui si parla di calibri diversi e ognuno di loro con una storia particolare che mi riguarda.Corrado è un grande adoratore, per me il migliore, e un grande amico, Nico lo stesso ed è anche lui uno che sta cercando di offrire a Dio il suo meglio e sta investendo tanto nel regno di Dio. Simone è un ragazzo nel quale io credo tantissimo e penso diventerà uno dei grandi adoratori in questa nazione. Ornella è, nonostante i suoi più di 70 anni, ancora la signora della musica Italiana e per me è stato un onore averla sia come amica che come guest.In ogni disco io cerco di raccontare una storia, e ho scelto queste persone perché sono le persone che hanno vissuto con me gli ultimi due anni del mio ministero.
 
Wipstaf: Cosa è cambiato per te in questo nuovo cd rispetto ai tuoi ultimi lavori discografici?
 
Julim:  E’ cambiato più che altro il mio cuore, io sto cercando di servire Dio in ogni cosa e negli ultimi due anni ho investito tanto nella mia vita con Dio e con la chiesa, credo che questo disco sia per me un punto di incontro tra il Julim Musicista e il Julim che ministra al corpo di Cristo perciò lo considero il mio lavoro più sincero in assoluto.
 
Wipstaf: Come ti vedi fra un paio di anni e quali sono i tuoi progetti futuri?
 
Julim:  Mi vedo più magro spero! Blz!!!! Non lo so, la bibbia mi insegna che chi è dello spirito non sa ne dove va ne da dove viene … infatti io spero solo di essere nel centro della volontà di Dio e che i miei progetti nascano nel Suo cuore prima di arrivare al mio.
 
Wipstaf: Ognuno di noi nella vita ha delle aspettative e dei sogni, qual’è il prossimo che vorresti Dio realizzasse nella tua vita?
 
Julim:  Non voglio darvi una risposta da ‘spiritualone’ di turno ma chi conosce la mia vita sa che Dio mi ha tolto dalle droghe e dalla malattia , dalla depressione e dalla morte perciò io davvero vivo senza aspettative che non siano di fare del mio meglio per ringraziare. Io davvero non lo so e chiedo scusa per non poter rispondere, oggi, questa domanda.
 
Wipstaf: Cosa pensi del panorama musicale cristiano italiano?
 
Julim:  Questa è una domanda delicata a cui cerco di rispondere con molto amore e con molto rispetto.Penso che debba crescere ancora molto. Io devo crescere molto. Non riesco soltanto ad essere d’accordo con il famoso discorso “ Dio non guarda la tecnica ma il cuore” che viene usato molte volte come scusa per non dare il tuo meglio. Io credo profondamente in questo discorso ma credo anche che, se io so che Dio guarda il cuore Lui sa quanto io mi sforzo e mi impegno a fare del mio meglio per guidare il Suo popolo e la Sua chiesa in adorazione. Dare il meglio a Dio è onorare il Signore, organizzare bene le cose, pensare ai dettagli, curare gli strumenti, studiare … tutto questo è e dev’essere fatto per la gloria di Dio! Come facevano i Leviti!Io credo che se uno non riesce ad essere bravissimo ma che da il suo meglio sta dando tanto quanto i migliori del mondo perché per Dio tu hai fatto il TUO 100% con il cuore. Il problema è che ho conosciuto tante brave persone di buon cuore che amano salire sul palco e adorare Dio in libertà, ma non amano tutto il lavoro che c’è dietro le quinte per arrivare lì. Tranne forse il lato spirituale, ma allo stesso tempo quando sentiamo i CD che arrivano dall’estero si prova una grande ammirazione per coloro che stanno lavorando per servire Dio con eccellenza e questo è una grande contraddizione!L’Italia entrerà in una fase dove la lode crescerà e il mondo comincerà a tradurre i nostri canti, e si canterà la nostra musica in Australia anziché solo il contrario e io voglio essere parte di questa generazione.Poi, ovviamente si devono prendere in considerazione le varie difficoltà che le chiese affrontano sia di mano d’opera che finanziarie, le quali molte volte impediscono ai musicisti di lavorare ad un certo livello ma li possiamo stare tranquilli e riposare davvero nel fatto di che Dio guarda il nostro cuore. Io volevo dire che stimo tutti questi artisti professionisti o meno che si stanno impegnando a dare una mano e che stanno dando il loro cuore e la loro vita per il Signore nelle chiese, nelle evangelizzazioni ecc, ci vuole solo un cuore disponibile per essere usato da Dio. Perciò che Dio vi benedica e vi dia una grande ricompensa anche se so che non lo fate per ricevere ma la bibbia insegna che Dio è un Dio di abbondanza!
 
Wipstaf: C’è un consiglio che vorresti dare a chi decide di mettere a disposizione il suo talento artistico per Dio?
 
Julim: Sia ammaestrabile il tuo cuore e fatti guidare da Dio e dal tuo pastore. Molte volte l’arte ti dirà una cosa e la chiesa avrà bisogno di un’altra. Ricordati di seguire Dio che è capo della chiesa e creatore dell’arte.
 
Wipstaf: Grazie Julim per quello che fai per la musica cristiana italiana e grazie per quest’intervista.
 
Julim: Grazie a voi per questo bellissimo sito e perché, come si vede, anche voi state lottando per dare il vostro meglio a Dio! Un abbraccio. Julim
  

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Febbraio 2009 14:29 )
 

Boanerges (30/11/07)

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Wipstaf: 5 Aggettivi per descrivere il vostro gruppo e la vostra musica

Boanerges:
Un po' complicato dare una definizione della band e della musica che suoniamo. La band è caratterialmente underground, eterogenea, spassosa. Tre aggettivi possono bastare. Siamo dei ragazzacci allegri a cui piace suonare. Il genere è naturalmente rock, ma come dice il buon Gianfranco Bruno degli Altri Percorsi, dire rock è come dire "musica". Sul disco abbiamo fatto qualcosa rock, metal, rock'n roll e anche qualche ballad. Noi tentiamo di essere e suonare un Rock Progressive.
  

                 
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Wipstaf: Qual è stato il momento più emozionante nel vostro percorso di musicisti?
 
Boanerges: Il primo live con l'attuale line-up. Venivamo da una serie di vicissitudini interne e quel live ha rappresentato la rinascita con una esplosione di voglia di suonare.
 
Wipstaf: Di cosa parlano i brani dell'album prodotto e che messaggio volete trasmettere a chi lo ascolta?
 

Boanerges: Naturalmente parliamo di Gesù, attraverso alcune esperienze personali, tentando di indirizzare il messaggio a un ipotetico ascoltatore, piuttosto che fare dei testi di pura lode. Abbiamo usato delle metafore, in un caso il Sicomoro, in un caso il Figliol prodigo, oppure in un altro caso semplicemente un sogno etc..
 
Wipstaf: Quale, tra i cd prodotti, pensate abbia dato un grosso apporto alla musica cristiana italiana?
 
Boanerges: Se vuoi una nostra risposta sincera, direi nessuno. Anzi, la musica Praise che ha invaso il mercato cristiano mondiale, ha stabilito una sorta di muro pregiudizievole nei confronti di qualsiasi altra musica, vuoi che sia pop, rock, cantautorale, sperimentale etc. E' come se al di fuori della musica cosiddetta Praise non venga considerata "Cristiana" altra musica. Per non parlare del fortissimo pregiudizio nei confronti del rock in ambito cristiano. Ovviamente è soltanto il nostro pensiero. Quindi pensiamo che musicalmente nulla abbia dato un apporto alla musica cristiana italiana
 
Wipstaf: Quali sono i progetti futuri dei Boanerges?

 
Boanerges: Giusto per citare una canzone della PFM: Suonare, suonare, suonare; diffondendo il messaggio che per noi è importante. Forse ci sarà un altro lavoro e qualcosa di solistico da parte del bassista e del tastierista
 
Wipstaf: Il vostro stile musicale è diverso dai soliti pezzi cristiani che si producono. Pensate che nella musica ci siano generi migliori di altri per la diffusione del messaggio cristiano?
 
Boanerges: Non crediamo che esista un genere migliore di un altro per la diffusione del messaggio cristiano. Ogni genere musicale raggiunge una nicchia di persone, pertanto qualsiasi genere di musica può essere utile a veicolare il messaggio di Cristo. Sappiamo già che qualcuno obietterà questa conclusione. Noi infatti suoniamo rock per una scelta precisa e cioè quella di dare il messaggio a chi ascolta prevalentemente rock
 
Wipstaf: Spesso gli artisti utilizzano un nome d'arte? Spiegateci il motivo che vi ha spinto ad usare il nome Boanerges
 
Boanerges: Boanerges, come saprai, è tratto da Marco 3:17 e vuol dire "figli del tuono" e rappresenta il genere e il carattere della band. La musica che facciamo è sufficientemente tuonante, il carattere dei figli del tuono è abbastanza irrequieto, così come raffigurato in Marco 8.
 
Wipstaf: C'è una canzone che avete cantato e che vi ha colpito particolarmente?
 
Boanerges: Tutti i brani da noi scritti ci trasmettono una emozione, sono come figli nostri. Ci viene difficile dire questo o quello. Ognuno di esse rappresenta una emozione diversa
 
Wipstaf: Come avviene il processo di realizzazione di un pezzo musicale? Mi riferisco alle parole di un testo, alla musica, all'ispirazione
 
Boanerges: Rispondo personalmente in quanto sono quello che ne ha composte maggiormente. Inizio col pensare ad un soggetto e a buttare su carta tutto quello che mi passa per la mente relativamente al soggetto pensato, anche frasi disconnesse. Poi come in una colonna sonora di un film, compongo la struttura armonica del brano. Infine modello arrangiamento e testo su quello che ne viene fuori (zero Day e Crash the meter sono l'esempio più esplicito di questo tipo di composizione). Questa è la prassi, ma a volte si parte da un riff per creare una musica e poi adattargli un testo già scritto. Giorgio, il bassista, compone più o meno in questo modo. Oppure cerchiamo di racchiudere stimoli che provengono dal quotidiano nella composizione dei testi o degli arrangiamenti
 
Wipstaf: Influenze musicali?
 

Boanerges: Le nostre influenze musicali sono tra le più disparate. Ascoltando il disco noterai una certa varietà di stile ed è quello che ognuno di noi ha apportato al completamento del brano. Noi ascoltiamo in ordine sparso: Dream Theater J, PFM, Neal Morse, Emerson Lake Palmer, Tools, Iron Maiden, Toto, Gun?s Roses, Petra, Whiteheart, Pink Floyd, Led Zeppelin, Stryper, Wheater Report, Whitecross, Limp Bizkit, Area, Chick Corea
         
         

 

Pattixfetti (10/06/07)

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Wipstaf: Qual è stato il momento più emozionante nel vostro percorso di musicisti?

Pattixfetti:
Credo che sia per tutti il concerto di presentazione del ns. cd "patti perfetti" tenutosi nella chiesa dove siamo cresciuti il 06/01/2006 . E' stato un sogno divenuto realta' grazie anche alla presenza di uno staff massiccio composto da ballerini , impianto luci ed audio di prim'ordine , telecamere , regia , schermo gigante tecnici , tutti amici che hanno fatto sentire veramente apprezzati ed ai quali dobbiamo molto. Personalmente un altro grande momento e' stato quando e' uscita la prima copia del ns.cd alle 04.00 di un mattino novembrino
               
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Wipstaf: Di cosa parlano i brani dell'album "patti perfetti" e che messaggio volete trasmettere a chi lo ascolta?
 
Pattixfetti: Quando mi fanno questa domanda generalmente vado in crisi , perche' sembra quasi che il ns. sia un messaggio formulato con l'obiettivo strategico di "arrivare" a qualcuno: in realta' i testi sono nati dall'esigenza di proclamare le cose in cui crediamo piu' che cercare di trovare la maniera di trasmetterle agli altri. Nel momento in cui noi proclamiamo le cose che crediamo ci sentiamo di aver raggiunto lo scopo, sta agli altri decidere di attingervi oppure no ed ovviamente ci fa piacere quando lo fanno . I nostri testi parlano di riflessioni nate da esperienze reali, dal taglio mai palesemente autobiografico, perche' cercano attraverso le stesse di trovare quei principi, o problemi o situazioni universali che riguardano tutti.
  
"Patti Perfetti " per es. nasce dalla frustrazione avvertita nell'ascoltare "noti" personaggi che usano i media per professare la loro dottrina relativista ai quali sbattiamo in faccia la nostra fede assolutista, "Clessidra Fragile" nasce dalla consapevolezza del tempo che passa e dall'eta' che, ahime', avanza oppure ancora "Fu così " parla delle persecuzioni dei primi cristiani etc., ma anche quest'ultima ha una genesi autobiografica infatti e' stata scritta in un momento particolare della mia vita in cui avevo bisogno di consultare le gesta di questi eroi della fede. Ora che ci penso credo che l'imput di un nostro testo fino ad ora sia stato sempre di tipo autobiografico, al contrario del suo sviluppo che si e' posto invece su un piano piu' impersonale a volte esistenziale , a volte storico , a volte introspettivo ma sempre volto a definire in maniera inequivocabile la nostra identita' con Gesu' Cristo .... non siamo dei fans dei "testi cristiani nascosti perche' senno' il mondo non ci capisce" ma anzi , se il mondo non ci capisce e' ora , nel suo interesse , che si sforzi di capirci . Tanto per raccontarti una bella storia prima di suonare al Teatro stabile in un ambito secolare dell'11/03/2006 , dove ci e' stato consegnato il cavallino d'argento Rai ci fu chiesto di essere meno espliciti: noi per tutta risposta lo siamo stati ancora di piu' con una chiara dichiarazione di fede. Alla fine e' finita con il pubblico, compreso il presentatore, che cantava il brano "patti perfetti" in coro insieme a noi.
  
Wipstaf: Quale, tra i cd prodotti, pensate abbia dato un grosso apporto alla musica cristiana italiana?
 
Pattixfetti: Purtroppo non credo che un cd , per quanto bello e ben fatto sia , possa portare un "grosso " apporto alla musica cristiana dal momento che la musica cristiana in Italia e' piccola. Non lo dico in senso dispregiativo, ma dei numeri : viviamo in un paese cattolico e siamo una minoranza : tutto qua , si potra' vedere un grosso apporto alla musica cristiana solo quando il contesto culturale, religioso e spiriturale cambiando, potra' renderlo possibile 

  
Wipstaf: Quali sono i progetti futuri dei pattixfetti?
   
Pattixfetti:
Comporre, scrivere, suonare il piu' possibile ed in tutti i posti dove ci vorranno, essere sempre duri con noi stessi lavorando sodo per ottenere il massimo risultato possibile non solo per un fattore estetico, ma anche per rispetto e devozione al nome che ci stiamo mettendo in bocca; il primo della serie dei nuovi brani e' gia' stato ultimato e non vediamo l'ora di aggiungere al nostro repertorio tutto il resto
 
Wipstaf: Il vostro stile musicale è diverso dai soliti pezzi cristiani che si producono. Pensate che nella musica ci siano generi migliori di altri per la diffusione del messaggio cristiano?
  
Pattixfetti: No , non lo crediamo assolutamente: in tutti i generi esiste musica fatta bene e musica fatta male. Per quanto riguarda il genere musicale piu' adatto alla diffusione del vangelo ti dico una cosa: non esiste, ma credo che la domanda nasca dalle tante discussioni che imperversano sul rock etc. In realta', a mio avviso, cio' nasce dalla "credenza" che la musica abbia il potere di dominare l'uomo come il canto delle sirene fece su Ulisse . La musica non influenza i sentimenti di un essere umano , ma li amplifica e li trascende soltanto .Potrei aggiungere molto altro in proprosito ma non e' questa la sede. Di base quindi il problema del genere non si pone , al massimo puo' non piacere .
  
Wipstaf: Spesso gli artisti utilizzano un nome d’arte… Spiegateci il motivo che vi ha spinto ad usare il nome Pattixfetti
  

Pattixfetti: "pattiXfetti" nasce dal desiderio di trovare un nome che allo stesso tempo avesse un significato, suonasse bene, fosse originale, facile da ricordare ed italiano. Non e' stato proprio semplicissimo . Il significato penso si intuisca : crediamo nel patto perfetto che il nostro Signore Gesu' ha fatto con noi, morendo sulla croce per i nostri peccati .
  

Wipstaf; Come avviene il processo di realizzazione di un pezzo musicale? Mi riferisco alle parole di un testo, alla musica, all’ispirazione
 

Pattixfetti: Non esiste una regola precisa : Alcuni scrivono prima i testi altri prima la musica : pur essendo piu' difficile io seguo sempre la seconda alternativa perche' ritengo che in primis la musica sia l'arte del suono.
  

Wipstaf: Influenze musicali…
Pattixfetti: Noi abbiamo ascoltato e suonato di tutto , e proveniamo dalle piu0 disparate esperienze musicali . Non so se affiori qualche particolare influenza, e comunque credo che sia un giudizio che spetti a chi ascolta la nostra musica .

         
       

 
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Avanti più che mai...


        
E' un nuovo giorno per Joy Williams.
 
La famosa vocalist femminile ha dimostrato la propria potenzialità, abbandonando la sua vecchia casa discografica e buttandosi in un nuovo progetto. Si presenta così, più matura nell'aspetto e anche nella voce. E mentre si aspetta il nuovo album che si presenta come una sorpresa rispetto al vecchio stile della Williams, si può apprendere il grande cambiamento avvenuto nella vita dell'artista e la sua fede piu' forte ed energica di sempre. 

▄ █ ▌JEREMY CAMP

40th Annuale del Dove Award


       
Vocalista maschile dell'anno

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Il 40° annuale del Dove Awards si  concluderà a Nashville il 23 Aprire 2009. A trasmetterlo in diretta sarà il canale dedicato alla musica cristiana: Gospel Music Channel. Visita il sito per avere maggiori informazioni sugli orari e sui giorni di trasmissione (gospelmusicchannel.com).

 

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